06.10.2017: Quarto romanzo per linfermiera scrittrice - Giuliana Balzano

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06.10.2017: Quarto romanzo per linfermiera scrittrice

Biografia > Riconoscimenti
Quarto romanzo per l’infermiera-scrittrice dell’ospedale di Cairo

La nuova fatica di Giuliana Balzano "Dovresti chiedermi perdono" è un tributo alla sua famiglia

di Enrica Bertone

Cairo Montenotte. “Non c’è due senza tre (…e il quattro vien da sè)”: non è una rassegna di proverbi ma un’ironica sintesi della carriera letteraria dell’infermiera dell’ospedale di cairese, Giuliana Balzano, che nei giorni scorsi ha annunciato l’uscita del suo quarto romanzo edito da “liberidoscrivere”. Dopo il successo di “Cosa hai imparato”, “Ci vorrebbe un Dio per tutti”, “E la vita danzò”, ora è la volta di “Dovresti chiedermi perdono”, la storia di Elena e Claudia che nel 1917 si incontrano per la prima volta sul banco di una chiesa e nel 1923 diventano infermiere. Tutto scorre e passa attraverso e in nome dell’amore che le due donne sapranno dare al prossimo. Le loro doti umanitarie verranno lasciate in eredità spirituale a Sonia e Juliana che vivono due vite parallele. Perchè a loro? Chi sono Sonia e Juliana?
“Questo romanzo è nato dall’intento di voler rendere omaggio a mia nonna Elena Bono, ma essendo poche le informazioni che avevo su di lei molte cose sono stata costretta ad inventarmele facendo tesoro di alcuni aneddoti raccontati da parenti, amici e conoscenti – commenta l’autrice – Molti dei nomi usati corrispondono alla verità così come alcune date di nascita e di morte. E così, pagina dopo pagina, questo libro è diventato un omaggio a tutta la mia famiglia di mia madre e soprattutto alla mia. Ho ambientato le storie ospedaliere nei nosocomi di Genova e Firenze, solo per l’affetto che mi lega a queste due città. Non sono mai stata a Santa Fe in Argentina, ma avendo simpatia per quella terra ci ho portato per mezzo della fantasia tutta la mia famiglia. Le storie che nel romanzo avvengono in Sud America in parte sono frutto della mia fantasia e in parte sono realmente accadute ma rivisitate per renderle funzionali alla narrazione”. E conclude con una battuta: “Con questo romanzo ripongo la divisa da infermiera che sarà una figura che non comparirà più in futuro, per due motivi: il più futile, è che non sopporto gli infermieri, quello serio, è che non sopporto gli infermieri”. (Articolo sul giornale on-line)
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